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Thursday, July 03, 2008

Salmorejo






Sapete come combattere la calura di questi giorni?

Io un piccolo suggerimento da adottore mentre siete a tavola ve lo do' volentieri....

Per me da qualche anno a questa parte l'estate e' sinonimo di Salmorejo, simile al Gazpacho Andaluz pero' allo stesso tempo molto diverso sia nel sapore, piu' delicato sia nella maniera di servirlo.
Il Salmorejo e' originario di Cordoba e si serve come una crema fredda arricchita con las guarniciones: dadini di jamón serrano, uova sode sbriciolate, pezzetti di tonno, e se e' del tipo bonito meglio ancora, e poi non possono mancare cipolla e peperone verde tagliati a quadratini sottili.
Il Salmorejo meno conosciuto all'estero non puo' mancare in qualsiasi casa andaluza che si rispetti, ristorante o bar de tapas. Nei bar viene usato anche per bagnare i montadidos, dei mini panini che poi si farciscono con altri ingredienti, il piu' tipico e' salmorejo e jamón serrano






Ingredienti:




8 pomodori maturi

1 peperone verde, medio

3 spicchi d'aglio

olio d'oliva, circa 125 ml

aceto di vino bianco o di mele

pane con mollica molto compatta


Tagliare a cubetti i pomodori privati dai semi, aggiungere i tre spicchi d'aglio a cui andrebbe tolta l'anima centrale, il peperone verde, due fette di pane bagnate, una parte dell'olio e un po' d'acqua fredda. Frullare il tutto, aggiungere per ultimo l'aceto e la parte restante dell'olio. Frullare di nuovo. Assaggiare ed aventualmente aggiustare di sale, aceto ed olio. Mettere in frigo. Si mangia freddo con l'aggiunta delle "guarnizioni", fettine di cipolla, peperone verde, tonno e uova sode sbriciolate, jamon serrano a tocchetti e per ultimo un filo d'olio extra vergine d'oliva.






English please - Salmorejo de Cordoba








Do you know how to fight against hot stuffy temperatures?


For the last 7 years summer has been synonimous for me with Salmorejo, similar to Gazpacho but at the same time very different in taste as it is more delicate and served as a cold creamy soup in a bowl where Gazpacho is a cold nourishing drink served in a glass.

Salmorejo is from Córdoba, served as a starter or first meal and must obvoiusly be chilled before eating. It's accompanied with las guarniciones: little chunks of jamón serrano, crumbled hard boild egg or tuna chunks better if it's of the bonito kind with finely sliced fresh onion and green pepper.
Less known abroad, Salmorejo is found in any house in Andalucía, restaurant and tapas bar. In the tapas bar it is used as a sauce for preparing montadidos, tiny sandwhiches filled with various ingredients, the most typical being jamón serrano.


Ingredients:

8 ripe tomatoes
1 green pepper

3 garlic cloves

2 slices of bread

olive oil, about 125 ml

white wine vinegar or apple cider vinegar

Chop the tomatoes, green pepper, and garlic coarsely. Put in a mixer adding the bread soaked in a bit of water, part of the olive oil and salt to taste. Pulse through. Add some water just to reach a creamy texture. At the end add the vinegar and mix again. Check the seasoning, adding more salt or vinegar and maybe more oil if necessary. Serve drizzled with extra virgin olive oil and the guarniciones: chopped fresh onion and green pepper, crumbled hard boild egg, flakes of tuna or small chunks of jamón serrano.

Wednesday, April 30, 2008

Cielo e mare, m'illumino d'immenso






























Sabato e domenica siamo stati al mare. Avevamo voglia di dedicare un po' di tempo a noi stessi, di rilassarci e goderci il bel sole. Adesso le spiaggie sono ancora poco frequentate ed e' quando amo andare al mare. Adoro il silenzio, il rumore del vento, delle onde e qualche vocetta allegra di qualche bimbo in lontananza. Cosi' come odio il vociare disordinato della gente, le urla, gli odori pungenti e mescolati delle creme solari. Putroppo la gente confonde il proprio egoismo con la propria liberta'. Con il tempo assomiglio sempre di piu' a mio padre schivo dei luoghi affollati, delle masse.







Quando ero bambina andavamo poco al mare. Mio padre odiava stare insieme alla gente cosi' come non gli piaceva prendere la macchina la domenica e mettersi nel traffico.

Si partiva tutti all'alba per evitare il traffico e in macchina gia' iniziava la sua cantilena....che a lui il mare non piaceva , che lui la domenica si doveva riposare e che si doveva mettere nel traffico per colpa nostra.... Credo di essere stata bloccata nel traffico con mio padre solo una volta.... ma per lui gia 5 macchine in fila erano un problema.... Poi a volte prendeva delle vie secondarie, le vie antiche che portavano al mare cosi per non incontrare il traffico... A volte aveva pure ragione.... la maggior parte delle volte non era necessario perche' alle 8 era poca la gente in giro.

Poi andavamo alla pineta... dove non c'era mai nessuno...dove era pieno di buche e per arrivare alla spiaggia dovevamo passare davanti ad un campeggio. Prendevamo una stradina tutta di sabbia e ci inoltravamo nel bosco di pini. L'odore degli alberi mescolato con la salsedine era inebriante. All'epoca non c'era l'aria condizionata e scendevamo dalla macchina completamente in un bagno di sudore... Poi mio padre rimaneva a fare la guardia alla macchina diceva e si metteva con una stuoia sotto gli alberi e si addormantava li. Non scendeva quasi mai in spiaggia e quando lo faceva si metteva sempre all'inizio sulla montagnetta di sabbia dove si schiatta di caldo e non tira mai il vento. Senza crema solare si arrostiva al sole. Poi arrivava l'ora di mangiare e tornavamo con baracca e burattini sotto la pineta. Li mia madre apriva il tavolo con le sedie, che era una specie di valigetta bianca con dentro le sedie di metallo sempre bianche e con lo schienale a strisce arancioni, marroni e verdine. Metteva la tovaglietta e apparecchiava come se stessimo in casa. Poi cacciava dal "frigorifero" le melanzane alla parmigiana, la pasta al sugo e la carne. A volte faceva anche la lasagna se non erro. A volte preparava l'insalata di riso che mio padre odiava.... Era davvero molto bello stare li, sotto gli alberi altissimi...ogni tanto cadeva pure una pigna in lontanza. Indossavo sempre una maglietta perche' la temperatura sotto gli alberi scendeva moltissimo, era molto fresco e rilassante. Tra gli alberi si avvistavano tanti "campeggiatori di un giorno" alcuni accendevano anche dei fuochi e preparavano la carne arrosto sicche' c'era sempre mio padre che diceva che dovevamo farlo anche noi, portare la carne cruda e cuocerla li direttamente,...alche' mia madre prontamente gli chiedeva chi l'avrebbe cotta o meglio chi si sarebbe preoccupato di accendere il fuoco...lei di certo non lo avrebbe fatto, sapeva come andava a finire... Poi dopo mangiato ci si addormentava li... io pero' dopo pochi minuti mi annoiavo e quindi me ne andavo in spiaggia... Mia madre spesso mi seguiva per non lasciarmi sola in spiaggia...adesso capisco il perche'...allora ero troppo piccola e certe cose non arrivavo proprio a capirle. Si buttava sul asciugamano e si addormentava sotto l'ombrellone.

Era divertente vedere come erano diversi. Mia madre amava il mare, le dava molta energia e sempre lo diceva. Le piaceva camminare sul bagnoasciuga, si metteva con l'acqua fino alle ginocchia e camminava per fare ginnastica come diceva lei. Saltava e si buttava nell'acqua. Poi tornava in spiaggia e si metteva al sole dove si addormentava. Mio padre invece se ne stava sempre solitario... a volte veniva sotto l'ombrellone per bere e poi se ne andava. A un certo punto quando gia si era tutto bello arrostito al sole si tuffava in mare. Lui sapeva nuotare, io e mia madre no, mia sorella si arrangiava...

Mi raccontava che lui aveva imparato da solo da ragazzo... un giorno si tiro' nel fiume da un ponte e cosi' per non annegare vinse la paura e comincio' a nuotare... Diciamo che come istruttore di nuoto non era il massimo. Io ho imparato a nuotare 5-6 anni fa a Siviglia. Dopo anni di fobia. Una volta stavamo al mare, non alla pineta.... Mio padre come sempre aveva fatto storie per accompagnarci e se ne era rimasto in macchina sulla strada che era proprio difronte la spiaggia. Io ero in acqua con mia madre ed improvvisamente e' venuta l'alta marea e l'acqua ci succhio' dentro. Vidi mia madre andare giu', completamente inghiottita dallacqua. Iniziai a strillare ma non riusci' a produrre nessun suono. Ero completamente paralizzata. Tutto passo' cosi' velocemente, credo nel giro di 5 secondi. Tocco' anche a me. L'acqua mi copri' completamente e mi ritrovai con un metro d'acqua sulla testa. Lottai con tutte le mie forze. Nuotai, nuotai ma non arrivavo mai in superficie, non ce la facevo piu'... ero stremata.... Vicino a me c'era un' altra sventurata... cercava anche lei di ritornare in superficie, ma la corrente ci tirava giu' a tutte e due cosi' lei si appoggio' sulla mia spalla e si spinse in superficie spingendomi ancora piu' sotto e con i piedi toccai il fondo. Apri' la bocca e respirai con il naso. Iniziai a bere e l'acqua mi penetro' con forza e dolore nelle narici.

Pensai a miei, pensai che avrebbero sofferto per la mia morte, pensai a mia madre che era in pericolo, volevo che lei vivesse...non mi importava di morire ed in quel momento vidi tutta la mia vita passarmi davanti gli occhi. Come in un film. Fu bellissimo. Rividi e ascolatai le voci dei miei genitori, rividi mia sorella che scherzava con me, rividi mio padre e mia madre che mi parlavano, gli anni scorrevano veloci sulla retina e nella mie orecchie.

Improvvisamente mi senti tirare dai capelli, le immagini, quelle bellissime immagini cosi' calde scomparvero, feci un grandissimo respiro cosi' profondo che mi sembro' di rinascere, l'aria, la vita entrarono fortemente nel mio corpo, nel mio cervello, mi ricordai dov'ero e che ci facevo li' ed il primissimo pensiero corse su mia madre. Apri' bocca e urlai dov'e' mia madre, dov'e' mia madre. Mi girai e vidi che la stavano tirando su una barchetta...adesso si era tutto finito e sarei morta pure felice... Mi tirarono su una tavola da surf e mi portarono a riva. Mi presero per le gambe e per la schiena. Svenni e scivolai dalle mani di uno dei miei soccoritori. Sbattei fortemente la schiena a terra. Ero stordita... Mi fecero la respirazione artificiale e dopo riconobbi mia madre che si fiondava su di me e mi chiamava....

Mentre mi portavano all'ospedale mia padre dava la colpa a mia madre che era voluta andare al mare.... non ci andammo per parecchio tempo...credo che quella fu l'ultima volta che andai al mare con mio padre.

A casa anche l'acqua nella vasca da bagno mi dava impressione.

Qualche anno dopo feci un corso di nuoto...pero' non imparai a vincere la paura e non imparai a nuotare. Poi ai 27 anni ne feci un altro...un corso privato, l'istruttore per farmi vincere la paura mi faceva fare tante immersioni... rimanevamo li sotto per un po' e mi sorrideva....Era molto dolce e gentile.... Nemmeno con lui imparai.

Poi conobbi Mark che mi convinse a provarci ancora...sapeva che adoravo il mare e l'acqua e mi diceva che era solo una questione di tempo, che avrei imparato perche' mi piaceva stare nell'acqua e perche' lo desidervo tanto. In piscina incontrai anche la mia istruttrice che mi aiuto' moltissimo ed imparai, imparai, imparai!!!

Questa e' stata la mia piu' grande conquista! Piu' dell'essere andata a Dublino, senza conoscere la lingua, senza casa e senza saper dover andare.....piu' di essere stata a Londra a lavorare...piu' di dover mandare avanti un ristorante senza averne l'esperienza, piu' di qualsiasi altra cosa che ho fatto e che mi ha dato grande soddisfazione.

Ho ancora paura dell'acqua, ne avro' sempre, pero' posso stare nell'acqua e divertirmi muovermi, nuotare, girarmi e rigirarmi come una fochetta. Il rumore sott'acqua ancora mi spaventa... a volte quando nuoto mi piacerebbe smettere di respirare, lo faccio, pero' poi devo uscire con la testa di nuovo. Li sotto ci starei un bel po' pero' quando mi rendo conto dei miei progressi la paura mi assale ed il cuore impazzisce.












Questo post forse l'avrei dovuto lasciare cosi' pero' perche' mi piace parlare anche di cibo una ricettina la devo proprio mettere. E poi non avevo deciso di parlarvi della mia vita... e' venuto tutto all'improvviso ed il carpaccio e' qui che scalpita per venire fuori....


Questo carpaccio di gamberi e' un piatto importante per me. E' legato alla mia esperienza come cuoca professionale. E visto che questo mi sembra un po' il post dei ricordi tutto sommato non ci sta male....


Quando decisi di lasciare il mio lavoro di segretaria, tranquillo quanto noioso mi iscrissi ad un corso professionale di cucina, di quelli pagati dall'amministrazione provinciale (Qui sono a Siviglia, tanto per situarci).


Contemporaneamente trovai lavoro in un ristorante di quelli seri e pure grande...


La mattina alle 8 ero nella scuola-cucina con tanto di uniforme a preparare gli ingredienti a fare la mise en place e a sopportare la gente incolta che mi circondava... eh si e qui lo devo dire....perche' questo corso che si teneva in uno dei + prestigiosi ristoranti appena fuori Siviglia che tanto si vantava della grande organizzazione che c'era dietro alla fine si e' rivelato un flop.


Rimanevo fino alle quattro poi tornavo a casa, mi buttavo stremata sul divano, preparavo la cena a mio marito e alle 7 fuori di nuovo a lavorare. E li venivano i dolori....L'ultima arrivata, straniera, pure italiana poi... e non vi dico l'invidia che suscitiamo nel campo gastronomico.... e nemmeno cuoca professionale...bensi' aiutante. Li facevo di tutto. Iniziai con gli antipasti e le insalate e fini' per passare alla carne... posto d'onore.... Quando non c'erano ancora i clienti, si preparava di tutto. C'erano delle pentole enormi, perche' in questo ristorante si tenevano anche banchetti e celebrazioni varie. Io ero sempre quella che doveva scendere giu nella camera frigorifera con qualcun altro, li si mettevano tutte le preparazioni. Si lasciavano le pentole enormi pieni di fondi di cottura, di base per le crocchette, di carni arrosto, di marmellate, verdure stufate...di tutto e si dovevano scendere due rampe di scale strettissime ed io ero sempre la fortunata che andava sempre giu' pero' non una sola volta... in continuazione. Poi ero pure quella che ogni sera andava a buttare la spazzatura sempre insieme ad un'altra persona....che cambiava regolarmente... ed io no ero sempre quella fissa. Nella cucina avevamo due o tre bidoni di quelli neri che dovevamo scendere giu' per le scale. Li nella stanza spesso c'erano altri bidoni lasciati li dai camerieri. Aprivamo una porta che dava all'esterno e dovevamo far salire questi bidoni in alto perche' c'era un dislivello di circa mezzo metro. Fuori dovevamo caricarli nei carrelli quelli della spesa al supermercato e poi spingerli fino al secchio della spazzatura che era per strada. Li di nuovo bisognava tirare su i bidoni, che spesso si incastravano, con una mano reggevamo il coperchio del contenitore della spazzatura e con l'altra tiravamo fuori il bidone appoggiarlo e svuotarlo. Dovevo tirare fuori una forza sovraumana...


Poi mi toccava pure pulire tutte le superfici, spazzare e spesso pure lavare il pavimento. Queste cose di solito si fanno a turno tra tutti i cuochi. Chi spazza e chi lava...pero' c'era lo chef che spesso me lo faceva fare tutto a me....mentre loro perdevano tempo e scherzavano. Poi questo posto era di un maschilismo e di un volgare... che non vi potete immaginare. Lo chef e qualche cameriere mettevano mano alle ragazze, cameriere o cuoche o aiutanti cuoche. Loro ridevano ed io facevo finta di niente. Nemmeno a scuola non volevo far parte di questi stupidi gruppetti figuriamoci a 30 anni, sposata e poi chi e' sta gente...voglio dire come si permettono di venirti vicino... Lo chef a volte veniva dietro all'improvviso e mi toccava il collo o la vita ed io gli lanciavo un'occhiata assassina... forse era per quello che mi faceva fare tutto a me. Quando ci cambiavamo stavamo tutti insieme uomini e donne...che schifezza.... ma perche' mi chiedevo, dovevo vedere le cosce di certe personaggi voglio dire... Mi mettevo dietro un angoletto insieme a Katy, una ragazza russa e li ci cambiavamo...meno male...


Erano passati 4 giorni da quando ero rientrata dopo aver avuto un problema fortissimo alla schiena che mi aveva completamente paralizzata...ero stata da un chiropratico che mi avevo rimesso in piedi....veramente credo di non aver sofferto mai cosi in vita mia.... Il mio chef gia' mi aveva mandato a buttare la spazzatura con gli altri...nessuno si era preoccupato per la mia schiena... avevo gia' pulito le superfici ed avevo spazzato a terra, adesso mi diceva pure di lavare il pavimento ed io visto che lui fino a quel momento si era preso tanta confidenza... apertamente gli chiedo perche dovessi anche lavare dopo tutto quella sera avevo fatto tutto io. Ando' in fumo, io dovevo fare tutto quello che mi diceva senno' sapevo gia' dove andare e cosi' inizio' una lite. Vi risparmio tutti i dettagli.... andai dal manager e gli dissi che me ne andavo che non potevo lavorare in un ambiente di quel genere. Vi risparmio anche tutti i dettagli del io caro chef, degli apprezzamenti stupidi, degli atteggiamenti cretini e puerili, come quando per dirmi cosa dovevo fare si rivolgeva ad uno dei cuochi senza guardarmi in faccia quando mi teneva esattamente difronte a lui. Come gli dava fastidio quando mi permettevo di dargli un suggerimento, come di mettere l'olio nelle formine che utilizzava per dar forma la riso di accompagnamento...


Me ne andai, apri la porta, entrai negli "spogliatoi" mi cambiai ed usci nel freddo della notte....era gennaio ed ero felicissima!! Avevo imparato, avevo sofferto, avevo messo a prova anche la mia forza fisica....mi potevo spezzare ma non mi sarei mai piegata alla maleducazione, all'abuso di potere.


Il carpaccio l'ho imparato li e poi me lo sono portato dietro nel ristorante successivo dove ho lavorato... quell'altro pero' ve lo racconto un'altro giornooo.

Carpaccio di gamberi




Ingredienti:


gamberi crudi


olio


prezzemolo


peperoncino



Preparare il carpaccio e' molto semplice. Una volta sgusciati i gamberi dovete metterli su un un film, una pellicola trasparente....mi sono dimenticata di fare le foto per mostrarvi meglio....


Mettete su un piano di lavoro tipo una tavola per affettare del film trasparente, adagiarvi tre gamberi distanziati tra loro vari centimetri, coprire con un altro strato di film trasparente e con uno schiaccia carne, schiacciare i gamberi uno ad uno. Il batticarne deve essere di quelli piatti, non dentellato altrimenti fate un pure'..... Quando li schiacciate dovete dare un colpo secco e deciso e tirare un po' verso di voi perche' li dovreste appiattire ed espandere. Questo pacchettino va messo poi nel congelatore. Al momento di servire si apre il pacchetto come se fosse una adesivo, come se aprissimo delle figurine adesive. Si prendono delicatamnte le "tortine" di gamebri ancora congelate e si dispongono nei piatti. Intanto si fa dorare dell'aglio con del peperoncino, e si condiscono con l'olio bollente e un po' di prezzemolo tritato, sal maldon e pepe. I gamberi si saranno scongelati a temperatura ambiente e l'olio caldo contribuisce a sciogliere il ghiaccio sottile.



English please - Prawns Carpaccio



Friday, April 11, 2008

Bruschette fragole, peperoni e basilico





Continuando il filone di nuovi accostamenti con cio' che il frigo offre o con gli avanzi, e' meglio dire. E si perche'queste bruschette sono un po' "cheating cooking" nel senso che avevo i peperoni con il basilico rimasti dalle fajitas, poi avevo le fragole e cosi 1+1 a volte fa tre, eh, he con la bruschetta....

L'accostamente mi ha sorpreso moltissimo perche' l'ho trovato davvero buono, la dolcezza dei peperoni rossi, l'aroma del basilico, l'acidita' delle fragole, un filo d'olio doliva e per finire un po' di aceto balsamico che ho fatto ridurre.

Ingredienti:
peperoni rossi
basilico
fragole

Per la riduzione d'aceto balsamico

Aceto balsamico
zucchero
miele

Affettare i peperoni rossi e farli saltare in padella con un po' d'olio, sale e basilico.
Tagliare le fragole e mescolarle con i peperoni. Aggiungere un po' di basilico fresco.
Tostare il pane, adagiarvi su un po' di peperoni e fragole, un d'olio doliva e qualche goccia di riduzione di balsamico.

Per la riduzione di balsamico

Prendete dell'aceto balsamico non quello che costa un occhio chiaramente! Versarlo in un pentolino, io avevo 250 ml, aggiungere 2 cucchiai di zucchero se di canna e' meglio...io ho fatto con quello semolato e due cucchiai di miele. Metterlo sul fuoco a minimo e lasciare che evapori, ci vogliono per lo meno 1 e mezza due. Dipende dal calore e dalla quantita' di liquido. Comunque e ' pronto quando prendendone un cucchiaio cade giu' un po' sciropposo. Se lo fate troppo carammelloso si puo' allungare con pochissima acqua tipo un paio di cucchiai ed un cucchiaio d'olio.
Altre ricette con le fragole:

gazpacho di fragole


English please - Bruschette with strawberries, red peppers and basil










This recipe continues the topic of what to do with what we find in the fridge or with our leftovers. So this recipe is cheating a bit, in the sense that I had the peppers left from the fajitas and some strawberries to use up, so 1+1 sometimes makes 3 as I combined them to end up with bruschette, hee, hee. Don't forget that in Italian the pronunciation of Bruschette is actually /broo-ske-té/ with the emphasis on the second syllable, so no more saying broosheta please!



This combination was a really delicious surprise thanks to the sweetness of the peppers, the aroma of basil leaves, the acidity of the strawberries plus a splash of olive oil and to finish off with some drops of reduced balsamic vinegar.



Ingredients:

Red peppers
Basil
Strawberries


For the reduced balsamic vinegar:

balsamic vinegar
sugar
honey

Wash the peppers cut into strips and stir fry with some olive oil, salt, and fresh basil leaves.

Wash the strawberries and cut length wise. Mix the cooked peppers with the fresh strawberries and add some more basil leaves.

Toast some ciabatta bread, spoon on some of the mixture and finish with a bit of olive oil and a few drops of reduced balsamic vinegar.



For the reduced balsamic vinegar:

Put some balsamic vinegar, not the best in the market obviously but a cheap one, in a pan. I used 250 ml with 2 spoonfuls of sugar (if it is brown sugar then better, I have used caster one) Add 2 spoons of honey and let the liquid evaporate on low heat. It takes approximately 1 hour and a half to 2 hours depending on the heat and the quantity of liquid. Anyhow, it will be ready when it has reduced to about half of its original amount. By taking up a spoonful you should see it trickle down very slowly, similar to syrup. If it is too thick you can "adjust" by adding some water, like two spoons and a spoon of olive oil.




Tuesday, March 11, 2008

Crema de porros i alls tendres amb ametlles

Il vento e la pioggia hanno spazzato via dubbi, incertezze...perdite. Ritorna la voglia di coccolarsi e di premiarsi con un"comforting food" come dice Nigella Lawson. Cosa c'e' di meglio di zuppetta cremosa, fine ed energetica.
La crema de porros i alls tendres amb ametlles, proviene da una raccolta di ricette della cucina volcanica, di cui vi avevo gia' accennato in precedenza qui. Il libro - Cuina volcanica - La cuina dels restaurants de la Garrotxa - di Pep Nogue', e' una bella raccolta di ricette provenienti da alcuni dei ristoranti della zona che presentano ricette tradizionali, abbinamenti inconsueti seguendo i canoni della cucina tipina garrotxina.
Una piccola menzione per gli agli teneri - mai visti in Italia - qui si utilizzano molto per farli alla griglia, conditi con olio e prezzemolo o per arricchire le uova strapazzate- revuelto de huevos.

Ingredienti
:

400 gr di porri
10 agli teneri
50 gr di mandorle macinate
300 gr di patate
1 lt. d'acqua
1/2 lt. di latte
20 gr di burro
alcune mandorle a filetti tostate.

In una pentola far appassire nel burro i porri (solo la parte bianca) e gli agli teneri. Aggiungere le patate tagliate a cubetti e le mandorle macinate. Far cuocere pochi minuti, appena che si dorino un poco. Dopodiche' aggiungere l'acqua, il latte ed il sale. Far cuocer per 30 minuti circa. A cottura ultimata,triturare il tutto, si puo' passare anche attraverso di un colino, se piace una textura piu' fine. Aggiungere le mandorle a filetti, tostate.







English- Please! Fresh Garlic creamy soup with almonds





The wind and rain have swept away all doubts, incertainties and loses and the desire to treat oneself to some 'comforting food' as Nigella Lawson would say. What could be better than a creamy, refined and warming soup? La crema de porros i alls tendres amb ametlles - Cream of leeks with fresh garlic and almonds comes from a collection of recipes from the book -Cuina volcanica - La cuina dels restaurants de la Garrotxa - by Pep Nogue' a beautiful compilation of typical dishes from some of the restaurants in the volcanic area of Garrotxa, which present recipes both traditional and unusual while always respecting the area's culinary roots.


With speacial mention to the fresh garlic, they are often used here grilled seasoned with oil and parsely and as an additional ingredient in scrambled eggs.

Ingredients:

400g leeks
10 fresh garlic heads
50g almonds, finely ground
300g potatoes
1 l water
1/2 l milk
20g butter, unsalted
some flaked almonds, lightly toasted

Method
In a pan melt the butter, add leeks and garlic, finely sliced, and leave to cook until they become translucent but not brown.
Add the potatoes, peeled and diced, and the grounded almonds. Stir for few minutes. Add water and milk and continue cooking for about 30 minutes. Process, check seasoning, drizzle with extra vergin oil and serve with some toasted flaked almonds.

Tuesday, March 04, 2008

Fishcakes for a picnic



Sono stata invitata da Cannelle ad un pic-nic virtuale a cui non potevo assolutamente mancare. Sono un'entusiata dei pic-nic, ed ogni qualvolta ne ho la possibilta', con mio marito, andiamo verso la spiaggia, in una delle belle calette della Costa Brava oppure approfittiamo anche della voglia di camminare un po' e zaino in spalla prendiamo uno dei tanti sentieri del Baix Emporda'.
Molto spesso questi sentieri di campagna attraversano piccoli villaggi medievali, oggi residenze del fine settimana o delle vacanze estive (una settimana l'anno!!) Il piu' delle volte ci arrangiamo su di un muretto o su di una panchina e li armiamo il nostro pic-nic. Se invece andiamo verso il mare non manca mai una buona coperta. Poi un bel telo colorato cha ha anche la funzione di tovaglia. I migliori pic-nic sono quelli semplici cio' non significa che debbano essere frugali pero'.
In spiaggia a volte facciamo anche il barbecue che qui in Spagna non sembra essere proibito... Non c'e' niente di meglio dopo una bella nuotata in mare accovacciarsi vicino il fuoco e prepararsi degli spiedini!
Sempre metto in borsa qualche bella crostata salata, o della pasta al forno. Qualche dolcetto, qualche pezzetto di formaggio con del buon pane, un poco di cioccolato di quello buono e da bere acqua e perche' no un termos con caffe caldo e latte.

Questi fish cakes al salmone mi sembrano perfetti per un pic-nic in spiaggia pero' nessuno ci vieta di mangiarli dove ci pare, no? Ne sono rimasta veramente impressionata perche' varie volte ho fatto i fishcake, sempre con ottimi risultati, devo ammettere, ma questi sono ne sono usciti fuori vincitori, strepitosi. Si preparano in cinque minuti piu' 15 minuti di riposo nel congelatore (se proprio andate di fretta) o 30 minuti in frigo. Vanno fatti riposare al fresco in maniera che gli ingredienti si amalghino bene ed impedirne la rottura durante la frittura.

Ingredienti:

400 gr. di salmone
mezzo peperone rosso
1 cipollina
2 cucchiai di maionese
il succo e la buccia grattuggiata di un limone
150 gr di pangrattato
1 uovo
1/2 cucchiaino di pepe di cayenne o peperoncino macinato in polvere
abbondante coriandolo fresco tritato.

Il salmone fresco va cotto al vapore, o in una padella con poco olio. Io ho utilizzato il microonde per pochi minuti. si puo' utilizzare anche il salmone in scatola che qui in Spagna non trovo nei super. In una ciotola mescolare il salmone spezzettato con una forchetta- senza la pelle ovviamente- aggiungere il pangrattato, il limone - buccia e succo- il peperone tagliato a quadrettini, i 2 cucchiai di mayo, l'uovo, la cipollina il sale e pepe di cayenne o peperoncino, il coriandolo tritato. Mesolare bene. Riporre in frigo per 30 minuti o in congelatore per 15 minuti.

Mettere del pangrattato in un piatto e disporvi una cucchiaiata del composto. Formare dei cakes e friggere in un poco d'olio caldo. L'olio non deve essere proprio abbondante. Far dorare prima da una parte per due minuti circa- rigirarli e continuare la doratura dall'altra parte per altri due minuti.


English - Please ! Fishcakes for a picnic






I have been invited to a virtual picnic that I can't miss. I am an enthusiastic picnicker and anytime I have the occasion my husband and I head off to the beach, to one of the many coves along the Costa Brava or if we feel in walking mood we take one of the paths of the Baix Empordà. Often these paths lead into little medieval villages that nowadays are holiday homes, if only for one week per year. Most of the time we settle ourselves down on a stonewall or on a wooden bench. If we are at the beach I always have a nice warm blanket at hand and a colourful plaid to use as a table cloth too. The best picnics are the simplest without having to be Spartan though. On the beach we like to light a barbecue as in Spain it is not always forbidden. There is nothing better after than a bathe in the crystalline water and then lie next to the heat of the fire and prepare yourself some skewered meat... I pack my bag with some savoury pie or pasta al forno, some sweet indulgence as well as good quality chocolate, a small selection of cheeses all accompanied by good bread. And to drink: some fresh water and, why not, a thermos of hot white coffee.
These cakes are perfect for a beach day but nobody denies that we can't enjoy them wherever we want. This recipe is a winner, many times I have prepared fishcakes with very good results but these ones are just delicious!


Ingredients:
400 gr fresh salmon
1/2 red pepper, finely chopped
1 shallot, finely chopped
2 tablespoons mayonnaise
grated zest and juice of 1 lemon
150 gr breadcrumbs +100 gr for coating the fishcakes
1 egg
1/2 teaspoon cayenne pepper or peperoncino
2 tablespoons chopped fresh coriander

Method:

Steam the salmon or cook it for about 3 minutes in the microwave. In a bowl, combine the fish broken into pieces with a fork, the chopped pepper and shallot, zest and lemon juice, mayo, breadcrumbs, egg, cayenne pepper, salt and freshly chopped coriander. Mix all together, cover and cool in th efridge for 30 minutes or if you are in hurry for 15 minutes in the freezer. Place the rest of the breadcrumbs in a plate and take a spoonful of mixture and coat them on both sides. Fry gently until golden.

Wednesday, February 27, 2008

croquetas de espinacas


Queste crocchettine qui, vengono fuori dall'acquisto di un kilo di spinaci comprati da un'adorabile vecchietta, una "pagesa" - contadina, che ogni sabato mattina viene a far visita al mercato di Girona. Eh sí ! Fortunatamente al mercato di plaza del lleo, ancora si possono incontrare alcuni (pochi) contadini con i loro prodotti di stagione! In questa parte del mondo tra Francia e Spagna, sembra che sopravvivono i campi coltivati dai veri e propri contadini e non sapete quale gioia provo a vederli!
Quindi, vi dicevo, come ogni sabato (non posso mancare per nulla al mondo) , mi reco al mercato e faccio il mio solito giro... loro mi parlano in catalano, che comprendo ...perche' dopo quasi due anni!? Ed io, nonostante possa rispondergli in catalano, (dopo due anni qualcosa l'avro' pure imparata no?), gli faccio un sorriso e parlo in castigliano... La mia vergogna e' ultima a morire!

In pochi minuti faccio la spesa della settimana perche' ormai gia' so dove andare e quali banchi oltrepassare. I prodotti che non sono di stagione tra gli altri banchi sono di norma, ormai, dove purtroppo, in paese come la Spagna- considerato il maggior esportatore di frutta e verdura d'Europa- la maggior parte della produzione avviene sotto serra e devo anche confessarvi che la qual cosa non rappresenta un problema per la maggior parte degli spagnoli che non danno molto peso alla stagionalita', alla bonta' degli alimenti e non danno molto peso all'alimentazione equilibrata e sana. Incredibile ma vero...un paese che vanta di essere l'avanguardia mondiale della cucina con Ferran Adrià e con il suo famoso El Bulli, a pochi km dall'altra parte della costa, detenga anche il primato per il piu' alto tasso di obesita' infantile in Europa! Questo e' l'effetto del progresso mi domando io?




Le crocchette sono fatte con il metodo spagnolo che utilizza una base di besciamelle piuttosto soda, fatta raffreddare e poi come si dice, perlomeno a Siviglia si devono "liar" cioe' bisogna darle la forma e si passano per farina, uova, e pangrattato e si friggono.





Ingredienti:

1/2 kilo di spinaci
1 cipollina
30 gr di burro
30 gr di farina
500-700 ml di latte (fate un poco ad occhio)


Per la impanatura:

farina q.b.
pangrattato q.b.
1 o 2 uova sbattute

In una pentola capiente far soffriggere,in una parte del burro, non tutto, la cipolla tagliata finemente. Aggiungere gli spinaci e farli cuocere. Far asciugare per bene l'acqua rilasciata durante la cottura ed aggiungere il burro restante ed un poco d'olio d'oliva. A questo punto fare il roux, aggiungendo la farina e rimescolare continuamente per evitare che si attacchi sul fondo della pentola e che cuocia al tempo stesso. E' molto importante che la farina si "cuocia" un poco, che diventi un poco tostata altrimenti la bechamelle sapra' di farina. Aggiungere il latte,prima un poco alla volta, fuori dal fuoco, eliminando tutti i grumi utilizzando una frusta. Aggiungere il latte restante e senza smettere mai di girare fate cuocere la beschamelle. Il tempo di cottuta dipende dalla quantita' di latte che utilizzerete e quindi dal tempo che l'acqua contenuto in essi ci metta ad evaporare. Quando la masa de croqueta e' pronta comincera' a staccarsi dalle pareti della pentola cosi' come si vede dalla foto. Mettere in una pirofila e far raffreddare in frigo per 1 o due ore. Coprire con un poco di film trasparente per evitare che si formi una crosticina dura in superficie.


Togliere la teglia dal frigo e con un coltello dalla lama bagnata incidere dei quadrati in modo che le crocchette siano tutte della stessa forma, altrimenti sono simpatiche anche tutte disuguali.


Con le mani unte d'olio prendere un po' della pasta e dagli la forma allungata o rotondeggiante che sia. Passarle prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e per ultimo nel pagrattato. Friggerle in olio ben caldo.

English- Please!






These little croquettes came to mind after having bought a kilo of fresh spinach from an adorable pagesa- peasant that, as every Sat. morning, comes to visit the local market of plaza del lleo. In this part of the world, between France and Spain, where I live, I am lucky to find seasonal products that seem to have almost disappered from many parts of Spain. In fact the country known as the Vegetable Garden of Europe (La Huerta de Europa) is the biggest exporter of fruits and vegetables which come, unfortunately, from green houses which often means over bloated products filled with water and emptied of flavour.

As usual on Saturday morning I do my stroll around the market. The sellers speak to me in Catalan, which of course, after almost 2 years leaving here I can understand but in return I smile to them and I answer in Spanish (known as castellano here) In no time at all I have done the weekly shopping, as I know which stands are for me and which ones aren't.... not all of the market sells seasonal products. The majority, as most places in Spain sell products grown in greenhouse and the majority of Spanish people don't appear to care very much about it. I do not find them very concerned with purchasing things that are only in season nor are all Spaniards particulary worried about good nutrition. It is incredible that a person such as Ferran Adria is from these parts with his world famous El Bullí restaurant just up the road on the coast. The country claims to be spear heading the vanguardia in world cuisine so it is curious that in Europe the highest level of childhood obesity is found in Spain. Is that all due to economic progress?



The croquettes here are made with the Spanish method, making a sort of bechamelle as a base. Then it must be chilled in the fridge for 1 or 2 hours and then shaped into croquettes, passing them in flour, beaten eggs and bread crumbs before frying them.

Ingredients:

1/2 kilo spinach
1 little onion
30 gr butter
30 gr flour
500-700 ml milk
flour
1-2 eggs lightly beaten
bread crumbs


Method:


In a big pan, fry gently, in some of the butter, the onion finely chopped. Add the fresh spinach and cook for 3 minutes. After all the water released from the spinach has evaporated, add the rest of the butter, stir and add the flour. Stir to avoid the flour sticking. At this point it is important to let the flour cook or better toast a bit, otherwise the bechamelle will taste of flour. Add the milk. First just a bit, away from the heat, stirring continuosly and break up all the bits of flour, and then pour in the rest of milk. Now it is just a case of stirring continuously and wait until all the water contained in the milk evaporates and then the bechamelle is done! The masa de croquetas is ready when it starts to lift/separate from the pan as in the photo.

Pass the mixture to a baking tray, cover with film to avoid a crust forming on the surface and chill in fridge for 1-2 hours.

With a wet knife slash a grid to divide up the portions and then shape the croquettes. First pass them through flour, then in some beaten eggs and finally in bread crumbs. Fry them in very hot oil.

Tuesday, February 20, 2007

¡Hoy pescaito frito! - Boquerones en adobo

Enzina, Enzina cara! che onore mi fai con le tue parole ;)Proprio ieri ho scoperto il tuo pancione. Henorabuena!! Che bella notizia!!!Questi topini sembrano dei peccati, troppo sfiziosi e per chi come me non arriva amettere le mani sulla salvia non ti dico che tortura vederli cosi' belli croccanti e sicuro profumati e saporitissimi.Un bacio e un abbraccio grandi
Eh sí, uno dei bellissimi ricordi di Siviglia e' proprio il pescaito frito che mangiavamo nei bar de tapas, innaffiato con della manzanilla o meglio con il rebujito nella Feria de Abril, una parte di manzanilla e tre di Sprite, buonissimo e da subito alla testa, essenziale per poi scatenarsi nel ballo tipico della feria: la sevillana.
Qui in Spagna, sembra che il pescaito frito sia davvero speciale in Andalusia dove sono capaci di renderlo specialmente croccante. Il segreto sta chiaramente nella farina e nell'adobo.
Quando non e' semplicemente passato in farina e fritto il pesce viene messo in adobo. L'adobo ha delle chiare origini arabe e si usava per "rinfrescare" il pesce che stava andando a male. Oggigiorno e' semplicemente una maniera di cucinarlo e renderlo sublime. A Siviglia c'e un piccolissimo bar, Blanco Cerillo dal pavimento tutto sporco, che e' una delle caratteristiche dei bar de tapas, pieni di palillos (stuzzicadenti), salviettine, cicche di sigaretta, ossi di olive etc, tutto un folklore a cui mi sono dovuta abituare con il tempo....; dove si servono questi boquerones en adobo in tapas, raciones, con bocadillo (panino), con mayonesa, con queso (formaggio) y mayonesa, certo che la fa da principe! Questo bar e' una sosta obbligata quando si va a fare shopping nel centro e tra uno spingi, spingi finalmente arriva il momento di gridare:" Do' tapa de boquerone en adobo!!" Le esse non me le sono dimenticate e' solo che in andaluz se le mangiano....


Adobo:
aglio - uno spicchio
origano - mezzo cucchiaino
prezzemolo- due o tre ramoscelli
comino- la punta di un cuccaino
pimentón dulce e picante - paprika- un cucchiaino
vino bianco - 1/2 dl
aceto di vino bianco - 1 dl
olio d'oliva extra vergine - 1dl
sale grossa -

Alici, diliscate, pulite e passate sotto l'acqua.
In un mortaio schiacciare l'aglio con le spezie ed il sale. In un recipiente versare un l'olio extra vergine d'oliva, un il vino bianco, l'aceto e la poltiglia d'aglio e spezie. Aggiungere le alici e lasciare a marinare per due tre ore o meglio, tutta la notte.
Sgocciolare le alici e passarle nella farina e friggerle in olio d'oliva.

Friday, January 26, 2007

Zuppa di pesce


In casa mia la zuppa di pesce e' sempre stato un piatto delle grandi occasioni, un piatto importante, non solo, credo, per il costo delle materie prime utilizzate ma anche per il tempo dedicato a questo piatto che in molti casi puo' essere abbastanza tedioso. Infatti il pesce anche se e' amato da molti per il sapore delle sue carni e' altrettanto odiato per la per la sua pulizia, a cui dobbiamo sottoporci. Oggigiorno non e' difficile trovare dei pescivendoli disposti alla pulizia del pesce, mia madre pero' si dedicava e si dedica a questa operazione con devozione. Per lei e' una maniera di verificarne la freschezza e non mancano casi in cui si ripromette di non passare piu' da quel determinato venditore che tanto ha elogiato la freschezza dei suoi prodotti ed ella stessa si ripromette di dirglielo di persona. Ed anch'io con tanta devozione mi sono dedicata a questo piatto come ad una esperienza culinaria nel senso piu' completo. Mi sarei potuta buttare sul del pesce congelato, o su dei pezzi di pesci gia' puliti e porzionati, ed invece no, ho voluto iniziare dalla materia grezza vera e propria studiandone i contorni e le forme, ripulendo solo il necessario, sviscerando, desquamando, dove fosse necessario, raschiando i gusci dei molluschi ed eliminando le barbe.
In Italia abbiamo vari tipi di zuppe di pesce come per esempio il cacciucco toscano, il brodetto di Giulianova o abbruzzese, il pignatiello napoletano e cosi' via, i quali differiscono non solo per i diversi tipi di pesci impiegati ma anche per la diverse fasi di cottura degli stessi, tutti pero' ci riconducono allo stesso piatto: la zuppa. Una delle zuppe di pesce conosciuta internazionalmente e' la francese bouillabaisse, e qui in Catalogna, dove vivo, vanno fieri per il loro Suquet.
* Una sola raccomandazione: la preparazione di questo piatto segue delle semplici ma importantissime regole, il pesce deve essere dalla carne consistente e mai pesce azzuro, si possono impiegare per esempio lo scorfano, il capone, la coda di rospo, adatti sono i molluschi come le seppie, i calamari, i polipi, dei crostacei come gamberi e cicale. Infine del pesce minuto dalle carni piu' tenere come sogliolette e triglie.
Ingredienti:

2 gallinelle dette anche caponi o mazzola
1/4 di coda di rospo
2 merluzzetti medi
200 gr di vongole
5-6 cozze
3 calamari medi
3 polipetti
alcuni gamberi
2 triglie
4-5 sogliolette

Per la salsa:
aglio
1 scatola di pomodori pelati
1 peperone rosso
peperoncino
prezzemolo


In una casseruola capiente, nella quale dsiporremo il pesce in un solo strato, far sfrigolare dell'aglio nell'olio evo. Aggiungere il peperoncino, il peperone rosso tagliato a cubetti, far soffriggere un poco ed aggiungere i pomodori pelati con il loro liquido. Far cuocere la salsa portandola a bollore e continuare la cottura abbassando la fiamma per altri 10 minuti. A questo punto aggiungeremo i calamari e alsceremo cuocere per 5 minuti. Aggiungere il pesce dalla caene consistente e far cuocere per 20-25 minuti. Dopodiche' sara' la volta dei gamberetti e delle vongole e cozze, cuocere fino a quando si apriranno del tutto approssimatamente 5 minuti. Spolverare con prezzemolo tritato. A fine cottura io ho tirato fuori i pesci e li ho spinati e porzionati,i gamberi li sbucciati ed ho sistemato il tutto in delle fondine e coperto con il restante della zuppa. Servire con delle belle bruschette.
Per la pulizia del pesce:
I pesci vanno sviscerati, praticando un taglio al di sotto della gola fino quasi la coda, esportare tutto quello che si trova all'interno; le cozze vanno raschiate con un coltellino e vanno eleminate le cosidette barbe e successivamente vanno poste in acqua salata insieme alle vongole e ad un poco di farina e si lasciano cosi' per un quarto d'ora. I gamberi vanno solo passati sotto l'acqua corrente ed utilizzati con il loro guscio. Per la pulizia dei calamari esportare i tentacoli dal corpo, eliminare gli occhi dai tentacoli praticando un taglio, eliminare il becco, che si trova tra i tentacoli, rigirare la sacca del corpo e passarla sotto l'acqua corrente, rigirarla ed eliminare la pelle.

Monday, January 08, 2007

Crema di zucca con formaggio cheddar affumicato


Ma allora ci vogliamo riprendere da queste passate abbuffate natalizie?
Senza stress, non dobbiamo passare dalle 3000 calorie giornaliere ad una o al massimo due carote al giorno.
Perche' non iniziare con una bella crema, sostanziosa, che ci riscaldi la vista ed il corpo, che l'inverno ancora deve iniziare!

Ingredienti:

zucca, 300-400 gr
latte
panna, 200 ml
pepe
cannella
formaggio cheddar affumicato
qualche fetta di pane

Sbucciare la zucca, tagliarla a fettine sottili e metterla in una padella con un poco d'olio evo. Appena inizia a soffriggere e dorarsi un poco, aggiungere il latte fino a coprirla, salare e lasciarla cuocere. A parte riscaldare la panna, aggiungere la zucca ormai cotta, pepe, un poco di cannella. Far ristringere un poco, passare al mixer.
Tostare delle fette di pane, adagiarvi delle fettine di formaggio cheddar affumicato e passarle sotto il grill. Servire la crema con il pane e formaggio.

Monday, December 04, 2006

Pulpo a la gallega



Uno dei piatti della cucina spagnola che semplicemente adoro!!
La Galicia e’ una regione a nord-ovest della Spagna a confine con il Portogallo che ne ha influezato la lingua, il galiego, che rappresenta una delle 4 lingue parlate in Spagna, tra cui il Catalano, Catala' con cui sono alle prese proprio in questo periodo.....il basco o Euskera, ed il Castillano o semplicemente lo spagnolo che tutti siamo abituati ad ascoltare. E' da sottolineare, inoltre, che la Galicia ha anche forte cultura celtica.
Il secondo mercato del pesce piu’ importante al mondo e’ a Madrid, (anche se non c’e’ il mare), e gran parte del suo pesce viene proprio dalla Galicia, specialmente per quanto riguarda i frutti di mare. Famosissimi sono i percebe, dalla vista disgustosa pero’ sembra, ( io non li ho provati), gustosissimi e carissimi per la pericolosita’ con cui vengono pescati, si trovovano su scogli affilati in balia delle onde dell’Oceano Atlantico, le navajas, sono come dei piccoli coltelli a serramanico, vieiras o conghiglie di San Giacomo, la cui conchiglia e’ il simbolo del famoso camino de Santiago de Compostela, e la lista seguirebbe per un bel po'.
Tradizionalmente il polipo andrebbe mazzoliato a lungo per romperne le fibre e renderlo cosi’ piu’ morbido, pero’ un’alternativa validissima ed in uso oggigiorno e’ di congelarlo per 3-4 giorni prima di utilizarlo. Dopodiche’ si scongela e si immerge per 3 volte in acqua bollente, come si dice qui per asustarlo (spaventarlo)- dove avremmo messo alcuni chiodi di garofano e alcune foglie di alloro. Il polipo si arriccera’ e cio’ gli permettera' di non spellarsi. Alla terza immersione si lascia in acqua a cuocere per 1-1.30 h circa. Una volta pronto si lascia nella pentola a raffreddare e si taglia con una forbice. Si accompagna di solito con patate bollite, a parte o direttamente con il polipo, assumeranno un colore un po' violaceo senza alterarne il sapore, pero'. Solitamente si serve su di un tipico piatto di legno e si condisce semplicemente con olio, sale e - pimentón dulce e picante.( páprika dolce e piccante)
Buonissimo, tenerissimo, ve lo assicuro.
¡Que aprovecheis!

Monday, July 17, 2006

sformato di patate e baccalà

Questo sformato ‘e venuto fuori dalla voglia di mangiare qualcosa di non troppo calorico pero’ dall’aspetto godereccio e bello croccantino….
Basta preparare un pure’ di patate, facendole prima bollire, passarle ed aggiungere un po’ di latte, una noce di burro (viene bene anche senza), sale e pepe. In una padella si fa appassire un po’ di cipolla e chi vuole anche un po’ d’aglio, si aggiunge il baccala’ dissalato (lasciato in acqua per 36 ore, cambiandola ogni 4-5 ore) e si fa insaporire un poco per 7-8 minuti, coperchiandolo. Si passa al mixer e si aggiunge al pure’ di patate, si puo’ arricchire con un po’ di panna liquida o come ho fatto io con un po’ di latte. Mettere negli stampini e finire con abbondante parmigiano reggiano. In forno a gratinare. Davvero confortante….

Wednesday, June 28, 2006

il club del wok: gamberoni con marmellata piccante di pomodori


Il wok- strumento cult della cucina attuale anche se in uso in Cina da ben 2000 anni, è al tempo stesso pentola, padella, casseruola, infatti possiamo utilizzarlo per friggere, bollire, cuocere al vapore, rosolare i cibi in maniera rapida e raggiungendo una cottura ottimale.
Prima di utilizarlo, il wok va “preparato”. Bisogna sciacquarlo molto bene asciugarlo ed ungerlo completamente. Bisogna ripetere l’operazione per almeno un paio di volte e dopo ogni utilizzo va ingrassato di nuovo prima di metterlo via, in maniera che regali ai nostri cibi quel particolare aroma a “wok”.
Come prima ricetta ne ho scelta una facile, facile.

gamberoni
sale maldon
pomodori, 4
cipolla
salsa di soia
peperoncino fresco
zucchero

PreparaTe la marmellata - Tagliare a pezzi i pomodori, se preferite una marmallata senza bucce potete incidere una croce sui podomori e gettarli in acqua bollente, lasciarli 10 secondi, tirarli fuori e gettarli in acqua fredda. In questo modo la pellicina esterna si toglierà quasi automaticamente. In un pentolino mettere i pomodori a pezzi una cipolla tagliata a julienne, un cucchiaio di soia e un peperoncino fresco tagliato a listarelle. Aggiungere 3- 4 cucchiai di zucchero e lasciar cuocere a fuoco dolce, muovendo di tanto in tanto. Quando l’acqua, che i pomodori hanno rilasciato, inizia ad evaporare e lo zucchero inizia a caramellarsi rimestare senza smettere, fino a raggiungere la consistenza voluta. Per vedere se la marmellata è pronta versarne un cucchiaino sul fondo di un piatto inclinarlo e se forma una goccia senza cadere significa che ha raggiunto la consistenza ideale.
Per la cottura con il wok
Riscaldare un poco d’olio nel wok facendo attenzione a riscaldarne anche le pareti. Passsare i gamberoni nel sale maldon e gettarli nel wok. Farli rosolare, muovendoli attorno alle pareti senza lasciarli troppo tempo nel fondo. A cottura ultimata impepateli e serviteli con la marmellata.

Thursday, June 22, 2006

Insalata di arance di Siviglia e baccalà


Oggi voglio fare un omaggio a Sevilla e alle sue splendide arance. Certamente la stagione più bella (e ideale per visitare Siviglia) è la primavera, quando la città veramente si risveglia da un inverno sì corto (rispetto all’Italia) però a mio avviso abbastanza freddino considerando che le case sono sprovviste di impianto termico quindi tutti (o quasi.....ci sono quelli che hanno il condizionatore caldo/freddo) ci muniamo di piccole stufette e bracieri e praticamente (ci manca poco....) giriamo per casa con questi simpatici amici sottobraccio. La primavera, come vi dicevo, è la stagione del risveglio con la Feria che una bellissima festa che dura una settimana di soli balli, canti e gnam, gnam cibo –comida- e (ahime.....!!!) da inizio anche alla stagione della corrida. Siviglia è praticamente seminata con alberi d’arance e con tutti gli alberi ed arbusti della famiglia delle leguminose (per interderci: acacia, albero di giuda, robinia, jaracanda, mimosa, ginestra, glicine....) che purtroppo, e non molti ne sono al corrente qui, sono una delle cause principali di molti problemi di allergia. Durante la primavera la città è un’esplosione di profumi, e i fiori d’arancio ne fanno da protagonista. I gitani usano raccoglierne formando delle piccole ghirlande o piccoli fermacapelli da vendere ai turisti.
Tra pochi giorni (precisamente 8) lasceremo definitivamente Siviglia..... per altri lidi, una nuova vita, inseguendo l’antico sogno: la serenità e poi come diceva qualcuno, no so chi... i cambiamenti sono sempre positivi.... no?
Arance
baccalà sotto sale
olive nere
erba cipollina e/o cipolletta fresca
aceto di mele
pepe nero
olio d'oliva extra vergine
Mettere il baccalà in ammollo per due-tre giorni affichè perda tutto il sale. Sbucciare a vivo le arance e tagliarle a fettine. Tritare finemente l'erba cipollina e/o la cipolletta fresca, e le olive nere.
In un piatto disporre le arance, il baccalà le olive nere, la cipolletta e l'erba cipollina, condire il tutto con un poco di aceto di mele, pepe nero ed olio d'oliva extra vergine. Attenzione con il sale: il baccalà e le olive sono già salate di per sé!

Tuesday, June 20, 2006

sfogliette con melanzane e pesto


La settimana è iniziata non senza problemi. Mi sono svegliata con una rinite allergica delle peggiori che mi ha tenuta lontano dalla cucina. Questa mattina però sono andata a correre, beh per la verità ho fatto jogging, sono ancora agli inizi! E rientrata a casa ho preparato delle sfogliette per recuperare le forze.....
La pasta sfoglia è quella congelata, oggi non mi sembrava il caso di cimentarmi in sperimenti.

pasta sfoglia
melanzane
pesto
parmigiano
tuorlo d’uovo


Si fa scongelare la pasta sfoglia. Intanto si taglia la melanzana a fette non troppo sottili, si spennellano d’olio e si fanno friggere leggermente, in una padella.
Dalla pasta sfoglia si ricavano dei cerchi di circa 12 cm di diámetro, si dispongono due fette di melanzane, sovrapposte, lasciando un margine di 2,5 cm, si aggiungono alcune scaglie di parmigiano e un cucchiaino di pesto. I margini si spennellano con un pò di tuorlo e si infornano a 200 ºC per 15 minuti.

Thursday, June 15, 2006

seppioline ripiene a modo mio


Ci metto un po' di tutto quello che ho a portata di frigo e che mi ricordi un pò casa mia ed il sud.
Le seppioline o chipirones che mangio qui vengono fatte alla piastra o griglia e condite solo con olio d'oliva e salsa verde (aglio e prezzemolo finemente tritati) e sono la mia passione tra le mie tapas preferite. Anche se non sempre ho avuto buone esperienze.... Come quando insieme ad alcuni amici mi trovavo in un bar a tapeare e i miei chipirones a la plancha erano per così dire ripieni del loro proprio liquido che con il calore si era trasformato in una specie di gelatina dura. E per non per non fare la solita italiana schizzinosa li ho dovuti mangiare alla " meglio e peggio".......
seppioline
acciughe
aglio
capperi (se avete quelli di Pantelleria siete fortunati)
olive nere
uva sultanina
pomodorini
basilico
pepe nero
pane grattuggiato
Faccio saltare in padella l'aglio tagliato per la metà, parte dei tentacoli tritati, le acciughe, i capperi, le olive nere tritate, l'uva sultanina, i pomodorini, pepe e basilico fino a dorarli per benino. Aggiungo il pane grattuggiato alla fine, lo faccio tostare e riempio le mie belle seppioline. Una bella oliata e spolverata del pangrattato che dovesse avanzare...Le sigillo con uno stuzzicadenti ed in forno a 200 ºC per 20 minuti.

Wednesday, May 24, 2006

gazpacho di fragole


Non potevo non iniziare con una ricettina a base di fragole, no? E poi spagnoleggiante!
E' un mio tentativo abbastanza riuscito direi...a me e' piaciuto!
fragole 250 gr
peperone rosso una falda
pepe nero
sale
Lavate bene le fragole, io le lascio un pò in acqua con un cucchiaino di bicarbonato, frullatele con il peperone a pezzetti, pepe nero e sale. Si fa riposare per almeno un'ora nel frigo e poi mangiatelo quando ne avete voglia!