Monday, March 03, 2008

Restaurant with a view - Ristorante con vista!

Quando si parla della provincia di Girona e della cucina catalana non si puo' sfuggire dal nominare la tanto elogiata cucina d'avanguardia. Ma cosa c'e' dall'altra parte? Dove vanno i comuni mortali a mangiare ? Non ci potrebbe essere un'esperienza culinaria tanto distante dalla sofisticata cucina del El Bulli e del Celler de Can Roca come quella di mangiare in cima di una montagna con vista al Susqueda (un lago artificiale che rifornisce d'acqua la zona circostante durante i momenti di secca) e degustare i piatti di una cucina robusta che mai finirirebbe sulle pagine patinate di una rivista specializzata.





Non e' trascorso molto tempo da quando abbiamo portato qui alcuni parenti per visitare il santuario dell'XII secolo ed il piccolo ristorante a lato. Allora pensammo che sarebbe stata una buona idea impressionare loro non solo il palato ma anche la vista. Il solo problema per raggiungere la cima non e' la distanza o il tempo ma e' rappresentato dalla strada stessa. Una volta lasciata la strada principale e ci si avvicina ai piedi della montagna, ancora prima di iniziare l'ascesa, la strada diventa sempre piu' stretta ed inizia ad assumere un'andatura idonea piu' per un serpente che per una macchina. Il percorso diventa ancora peggiore quando si inizia a salire la montagna....quando si inizia a condurre alla velocita' di una lumaca se si vuol raggiungere il tanto agognato pranzo - alive!

Su in alto la montagna incontriamo la tranquilla chiesa in stile Romanico e al suo lato giace l'oggetto dei nostri desideri- il ristorante. L'entrata si trova all'interno di una veranda di legno ricoperta di vegetazione e attraverso la quale passano degli alberi che si sono fatti strada attraverso il soffitto stesso e al di sotto dei quali si trovano dei tavoli per la gioia del gastronomo tradizionale.



Bisogna prenotare se si vuol prendere uno dei tavoli fiancheggianti la spettacolare vista. Anche se e' difficile raggiungerlo questo posto, ci sono abbastanza avventurieri predisposti al pelligrinaggio e riempire il ristorante.







Al di sotto dei nostri nasi, le pecore pascolano tranquille e l'occhio si perde al di la' delle acque sottostanti fino all'orizzonte con le montagne ricoperte di neve. Che posizione!









Adesso il pranzo! A parte gli special della casa che comprendono asparagi selvatici e funghi del bosco circostante, ci siamo indirizzati per le specialita' locali: i Nuvols de bacalla e les patates d' Olot.




Come primo abbiamo optato per un paella Mar y Muntanya per due.










Accompagnato dal tipico Pa amb tomaquets.

Gia sapevamo che avremmo fatto a meno della cena. ...


Seduti in un angolo della veranda con una vista mozzafiato, la cameriera ci ha serviti due bicchierini di un vino fortificato, penso un vi ranci e delle fettine di fuet, un salamino locale e prontamente munita di un cartoncino ci ha sistemato il traballante tavolo, a cui noi, presi dalla bellezza del luogo, non avevamo fatto per nulla caso. Eravamo totalmente immersi nel sole caldo, nel canto degli uccellini, che erano in una voliera proprio accanto a noi, respirando l'aria di monatgna ed il buon odore di legna bruciata che usciva dal camino.
Tutto molto piacevole a parte i dolci...La Spagna non e' certo famosa per i suoi dolci... Tutto cio' che e' uscito dalla cucina era casereccio a parte i dessert. Poi il caffe' ci e' corso in aiuto per toglierci dallo bocca quel gusto di dolce artificiale.


Ci sono dei momenti quando ci sentiamo che siamo veramenti sfuggiti dalla vita industriale che siamo costretti a condurre e che abbiamo raggiunto una parte essenziale di noi stessi. Arrivare fin su questo luogo non e' solo una maniera per ricongiungersi con la natura ma sprattutto una maniera di ritornare ad essere se stessi.





English - Please! Restaurant with a view






When one mentions the province of Girona and Catalan cuisine then there is no escaping the eulogies that have been showered on this area for leading the vanguard in world innovative cooking. But what of the other end of the market? Where to the mortals go to eat? Well, there couldn’t be an eating experience further from the bright lights of El Bullí and El Celler de Can Roca than in the mountains overlooking the Susqueda reservoir eating the robust traditional cooking that never gets into the glossy magazines.

It had not been long since we had taken some relatives visiting from Australia up to the dizzying heights of the XII century mountain sanctuary and its other shrine to time honoured cooking: the restaurant next door. What better way to impress them than to feast their eyes as well as their appetites? The only problem was getting their. It wasn’t the distance or the time factor, it was the road itself. No sooner off the main road than the route narrowed and began to weave a pattern that was more suited to a snake than a car. The route gets even worse when you eventually start to climb and now you drive at a snail’s pace if you want to make to lunch alive.

High up in the mountain is a quiet, sturdy Romanesque church and standing faithfully by its side the object of our desire. Inside a green-leafed entrance under a wooden roof where trees grow through the ceiling is an outdoor dining room for traditional gastronomes. You have to book to ensure a ringside seat. It might be inaccessible to many but there certainly plenty willing to make the weekly pilgrimage to fill all the tables.

With sheep rambling by just beneath our noses, the eye can see out across the winding water and out beyond majestic mountainscapes to the snow capped peaks on the distant horizon. What a setting!
































And now for lunch. Apart from the specials, which included asparagus and wild mushrooms, we went for the local specialty of Patatas de Olot and Nuvols de Bacallà. Then for the main course the hearty paella Mar y Muntanya for two. As a side order we had the regional icon of Pa amb Tomaquet.


We knew we wouldn’t be cooking dinner when we returned home, that was if we
made it back down the road in one piece. Tucked away in a discrete corner with the breathtaking vista at the end of our table, two shot glasses with fortified wine and fuet (the local salami) were quickly served. Then the waitress was back a second later to shore up a wobbly table with a bit of card under one leg. I hadn’t even noticed it was off balance, as I was too busy soaking up the sun, listening to the birds chirping on the table next to us and just take in the mountain air and the occasional waft of wood burning.

It was as it sounds fulfilling, and then we went and ruined it by ordering dessert. Spain is not renowned for its desserts while everything that had come out of the kitchen was home-made the desserts were not. And so the coffee had to remove the over sweet artificial taste of flavourings masquerading as chocolate.

There are moments when you feel you have really escaped and got back to an essential part of yourself that our industrial lives no longer permit us to feel. Coming here for lunch is not just a way of ‘getting back to nature’ more importantly it is a way of getting back to being yourself.





6 comments:

marcella candido cianchetti said...

buon inizio di settimana

Mimmi said...

Ogni commento é superfluo...
Buona giornata!

Viviana said...

O mamma miaaaa!!!! che meravigliaaa! il menu poi è bellissssimo così in legno!
nuoterei in quella paella anche alle 9:40 di mattina!
fragolina, ti ho invitata ad un memino... se ti va.. :D

campo di fragole said...

Mimmi cara, sei sempre troppo gentile! Un besazo va e buona giornata anche a te!

Viviana querida vengo subito a vedere di cosa si tratta! Bacioni!

Francesca said...

bellissime immagini, mi hai fatto fare un viaggio virtuale in un posto e verso sapori e profumi da scoprire.

Francesca

campo di fragole said...

CiaoFrancesca ti invito a scoprire di persona questa bella terra...ne vale la pena! Besos