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Tuesday, June 10, 2008

Yorkshire cheesecake





Come alcuni di voi gia sanno in questi giorni sono stata bloccata a causa della schiena.


Una certa fragilita' credo gia' l'avevo per conto mio pero' la situazione e' precipitata da quando ho lavorato come aiutante cuoca e come si suol dire ho fatto veramente la gavetta... Ringrazio per questo Ruben (lo chef) che non mi ha risparmiato neanche quando ritornando a lavorare dopo 15 giorni di immobilita' fisica dovuta ai tanti sforzi a cui mi aveva precedentemente sottoposta, mi ha rimesso subito ai lavori forzati.....



Ma comunque e' un'esperienza del passato che purtroppo ricordo con molta rabbia.

Tutto per questo per dirvi che nonostante il dolore alla schiena ferma ferma non ci sono potuta stare per lo meno in cucina.
In questi giorni a parte due pizze strepitose di cui vi risparmio la ricetta, tanto diciamo che non sono niente di nuovo una era con patate ed erbette l'altra con olive, acciughe e pomodori... ho fatto anche una bella moussaka, e un buonissimo Yorkshire cheesecake.



Grazie ad Elisabetta con la sua torta di qualche giorno fa mi ha fatto venire voglia di una bella crostata al formaggio e limone e cosi' invece di ripetere esattamente la sua ricetta ho scelto di farne una simile rifacendomi a questa ricetta inglese. Viene da un libro che mi ha regalato mia suocera tutto dedicato ai cheesecake sia oven baked cheesecakes- quelli che vanno infornati sia refrigerator cheesecakes - quelli che vanno messi subito in frigo.





Ingredienti:

pasta frolla - io di solito la faccio ad occhio


Per il ripieno:

250 gr di cottage cheese, io usato del mato' dei Pirenei- si puo' sostituire con della ricotta o con i fiocchi di formaggio. Si puo' anche fare in casa aggiungendo un cucchiaio di limone a 600 ml di latte bollito. Eliminare il siero che si separa.



2 cucchiai di zucchero
2 uova
la buccia ed il succo di 1 limone e mezzo
2 cucchiai di panna io ho messo latte
2 cucchiaini di maizena
1 cucchiaio di burro fuso
40 gr di uvetta sultanina lasciata rinvenire nel rum o brandy

Stendere la pasta frolla in unatortiera dal fono estraibile di 25 cm di diametro. Bucherellare con i rebbi di una forchetta e cuocere in bianco, coperta da carta forno e riempita con fagioli secchi o palline di ceramica.
Cuocere in forno a 200 ºC per 10-15 minuti.

Intanto preparare il ripieno:
Se usate i fiocchi di formaggio o il cottage cheese mettetelo in un colino a perdere tutto il siero. Mettere il formaggio in una ciotola, aggiungere lo zucchero, le uova, la buccia ed il succo di limone e sbattere con le fruste elettriche.
Sciogliere la maizena nella panna o nel latte. Aggiungerla al composto d'uova e formaggio insieme con il burro fuso. Amalgamare bene tutti gli ingredienti e riempire la base di pastafrolla.
Colare le uvette ammorbidite e asciugarle con della carta da cucina. Aggiungerle alla torta.
Cuocere in forno per 30 minuti o fin quando sembra ben soda.








English please - Yorkshire cheesecake


As some of you might already know I have been blocked because of a strong back pain. I might have a fragilitity from birth with my back but the situation has been worse ever since I have worked as a cook. I have to be grateful to the head chef Ruben, who didn't lend me a hand and made me work just as hard lifting and carrying again after I had been off for 15 days because of a deep back pain due to the high amount of work he put me under.
Anyway, this is an experience that belongs to the past but unfortunately I occasionally I look back in anger even though Oasis recommend we don't.

All of this is just to say that even with my physical immobility I couldn't really stop apart from in the kitchen. Elisabetta with her superb cake made me crave for a cheese and lemon filled pastry cake, so finally I have tried one of the cheesecakes from the book my mother-in-law sent me over Christmas.

This Yorkshire cheesecake is made with curd cheese, which if you don't have you could make by adding a tablespoon of lemon juice to 600 ml of boiled milk, waitng until it separates before then draining the liquid off.

I used a local fresh cheese from the Pyrenees similar to ricotta cheese which is called Mato'








Ingredients:


Shortcrust pastry, your favourite recipe


Filling:

250g curd cheese or cottage cheese
2 tablespoons sugar
2 eggs
finely grated zest and juice of 1 1/2 lemon
2 teasppons cornflour
2 tablespoons double cream
1 tablespoon butter, melted
40g raisins soaked in rum or brandy


Line a loose-based tart tin with the shortcrust pastry. Cover with baking paper and fill with dried beans. Oven bake at 200ºC for about 10-15 minutes.

Strain the curd cheese in a large bowl. Add the sugar, eggs, lemon juice and zest and beat until smooth. Combine the cornflour together with the double cream. Beat into the cheese mixture. Add the melted butter. Pour the mixture into the pastry case. Drain the raisins, pat dry with kitchen paper and sprinkle over the cake
Bake in preheated oven at 200ºC for about 30 minutes or until set.

Wednesday, April 02, 2008

Cottage Pie



Chi ha detto che gli inglesi non sanno cucinare? O meglio chi dice che non esiste una vera e propria Cucina Britannica? Qualche giorno fa sul Cavoletto e' iniziata una discussione sul fatto se esiste una tradizione culinaria tutta British. C'e' chi si e' lanciato nel dire che gli inglesi non solo non sanno cucinare ma nemmeno posseggono una cucina propria poiche' abbondano i ristoranti internazionali e nei supermercati si puo' comprare di tutto dal cinese, all'italiano...cosicche' tendono di piu' al pot-pourri ch a una vera cucina....


Mi piacerebbe spezzare una lancia a favore della tradizione culinaria inglese. Non solo per gli ovvi motivi affettivi che mi legano a questa terra ma perche' ho vissuto di prima mano esperienze negative e positive di questa cultura.


Di piatti tutti di tradizione British ce ne sono eccome. Ed anche vero che a causa dell'industrializzazione i britannici nelle loro case hanno messo da parte la cucina e si sono buttati sul cibo precotto...di cui io non sono sostenitrice pero' devo ammettere che avendolo provato non ha niente a che vedere con altri cibi precotti che ho provato in Spagna o in Italia. Bisogna dire che gli Inglesi, sono dei grandi valorizzatori di altre culture ed essendo stati anche colonizzatori hanno introdotto nella loro abitudine alimentare, cibi e preparazioni provenienti da altre paesi. Vedi ad esempio la cucina indiana che conosciamo si dovrebbe definire anglo-indiana poiche' e' la cucina che si porto' in Europa con la colonizzazione britannica e i piatti sono stati elaborati seguendo un po' il loro gusto.

Quando vado in Inghilterra e non solo a Londra non posso fare a meno di notare la diversita' degli ingredienti che si possono trovare in un qualsiasi supermercato e per chi come me e' un'entusiasta della cucina e del cibo universale cio non puo' che rappresentare una panacea.

Certo non sono tutte rose e fiori. Anche io sono stata una di quelle che e' andata in famiglia per studiare l'inglese e mi sono sbobbata certe schifezze , cavoletti e cavoli stracotti, patate bollite e poi il solito roast-beef 6 giorni su sette.... Pero' certo ero un'ospite pagante, rappresentavo solo un business e quindi la mia condizione non aveva niente a che vedere con l'ospitalita'. Quando andai a vivere in una famiglia, "amici di conoscenti"costituita da una madre divorziata e suo figlio, l'ospitalita' certo non cambio' pero' ho visto tante volte che in quella casa si cucinava, eccome. Ed anche bene. Poi non mi sono soffermata alle prime apparenze e mi sono osservata attorno... Per me non e' mai stato difficile mangiare bene a Londra eppure ci studiavo e lavoravo.... quindi non avevo molti soldi da scialare. Per iniziare per il lunch si puo' mangiare qualcosa di veloce e nutriente - il sandwhich e'una maniera economica e molto valida. A parte le varie catene, io in particolare amo Pret a Manger, per la varieta' dei sandwich, ci sono le baguette, dolci, smoothie (sono dei frullati) energetici; in qualsiasi quartiere si possono trovare dei sandwich bar gestiti da privati, che preparano al momento dei panini molto buoni, freschi. In Inghilterra per la prima volta ho sentito parlare di organc food- cibo biologico- e sempre in Inghilterra i vegetariani hanno iniziato ad avere un menu tutto per loro!

Di ristoranti buoni ce ne sono in tutti i posti ed anche di cucina britannica. Innanzittutto bisogna menzionare i gastropub, che a differenza dei pub hanno una carta con piatti tipici, a volte rivisitati, molto ben presentati, fatti con ingredienti di qualita' e le porzioni giuste o abbastanza abbondanti. Prezzi: per un main course- che e' un piatto principale, quindi di carne, di pesce sempre accompagnati da verdure, riso o pasta si va dalle 9 alle 15 sterline - starters (antipasti) dalle 5 alle 7 sterline.


Molti dei piatti che mangiamo o che vediamo nelle riviste spesso sono britannici o di origine britannica. Per quanto riguarda i dolci, le torte salate ed i tanti tipi di pane che abbondano sui blogs, sulle riviste e su molti libri per esempio non ci sono dubbi che molti sono di provenienza anglosassone.

Sono passati all'incira 10 anni da quando sono stata la prima volta in Inghilterra e da sempre ho notato l'interesse che c'e' per il cibo ed il mangiare bene, vabbe' se poi predicano bene e razzolano male... pero' tutti i bellissimi programmi culinari che ho visto nella tv inglese non li ho visti da nessun'altra parte. Le riviste patinate dedicate al cibo sono una perdizione per gli occhi e la gola. Basta entrare in una libreria qualsiasi e restare sommersi dalla quantita' di libri di cucina o di viaggi culinari da perdersi per giorni interi. Con questo non voglio dire che la loro cucina e' la migliore, poiche' non credo ci sia una cucina migliore in assoluto. Ogni persona cresce con una determinata cultura che a parte la lingua le usanze ed i costumi gli conferisce anche una tradizione o abitudine alimentare. Cosi' io che sono italiana pur vivendo o avendo vissuto in altri paesi prediliggo la cucina della mia terra d'origine.
Se poi come ha detto qualcuno che la cucina britannica e meno varia cio' non puo' certo costituire una colpa e nemmeno significa che non sia una cucina valida.
La varieta' dipende dal clima innanzittutto pero' questo fattore non ha determinato per esempio una esclusione delle verdure.
La cucina britannica e' costituita da molti ingredienti : carni di vitello, maiale, pollo tacchino, cacciaggione, pesce e molluschi, burro, latte, uova, farina, riso, verdure come patate, cavoli, cavoletti, broccoli, piselli, mushy pea, fagioli, pastinache, carote, rape, fagiolini verdi, cipolle, aglio,sedano, cetrioli, spezie autoctone ed importate e molte erbe aromatiche.
Tutta questa discussione per me ha rappresentato solo una scusa per iniziare un filone su questa tanto bisfrattata cucina che mi piacerebbe rivalorizzare con alcune ricette che passano per la mia cucina.
Mi piacerebbe iniziare con un piatto di tradizione british che in casa mia si fa spesso, specialmente quando vogliamo sorprendere gli amici con un buon piatto inglese o abbiamo voglia di un piatto di carne sostanzioso e riconfortante. Il bis o addirittura il tris e' d'obbligo.
La cottage pie e' uno di quei piatti che nasce dall'esigenza di riutilizzare degli avanzi e piu' specificatamente di riutilizzare il roast della domenica. Cosi' una volta la carne del roast veniva tagliuzzata finemente e si riutilizzavano anche le patate al forno che spesso la accompagnavano. Oggi giorno pero' si utilizzano ingredienti freschi poiche' costituisce un vero e proprio piatto a se stante. La Cottage pie differisce dalla Shepard's pie per la carne utilizzata che nella prima e' vitello e nella seconda si utilizza carne di agnello da cui il nome Shepard - pastore.
Ingredienti
500 gr di carne macinata
mezza cipolla
meta' aglio
1 carota
origano
maggiorna,
timo
pepe nero
zenzero fresco o in polvere
salsa di soia
brodo vegetale o in sostituzione acqua
4 patate grandi
latte
burro
parmigiano o cheddar
pepe nero
Le quantita' sono un po' ad occhio perche' dipende dal gusto. Le erbe aromatiche in questa preparazione sono essenziali perche' sono quelle che distinguono questo piatto.
Soffriggere in un po' d'olio evo la cipolla, l'aglio (si puo' anche omettere, spesso io lo faccio), e la carota tagliati finemente. Aggiungere la carne macinate e far dorare. Aggiungere il sale cosi' da far rilasciare l'acqua contenuta nella carne stessa. Aggiungere le erbe aromatiche l'origano, la maggiorana ed il timo. Una buona spolverata di zenzero, un poco di pepe nero e della salsa di soia. Anche qui dipende dal gusto. Io ne metto tipo due cucchiai e poi provo per vedere se ho raggiunto il risultato desiderato altrimenti aggiungo piu' erbe e/o piu' spezie e salsa di soia. Per ultimo aggiungere il brodo vegetale o in assenza va anche bene dell'acqua tiepida. Il liquido deve ricoprire la carne per almeno due dita al di sopra. Si lascia cuocere per 20 minuti circa, riprovando se necessita di qualche aggiunta di sale o di qualche erba o spezia di vostro gradimento. a questo punto si potrebbero aggiungere anche un poco di piselli sgranati freschi o congelati.
Nel frattempo si prepara il purè. Si fanno bollire le patate, preferibilemnte con la buccia. Si pelano e si schiacciano ancora calde, si aggiunge il sale q.b., un pezzetto di burro tipo 25 gr ed il latte tiepido o freddo., ed infine il parmigiano o cheddar grattuggiato. Il pure' deve risultare bello cremoso non liquido.
Si trasferisce la carne in una pirofila con tutto il liquido e si finisce con ricoprirla di pure', con i rebbi della forchetta si formano in superficie delle linee lungo tutta la lunghezza. In forno a 180 ºC per 20 minuti.

Saturday, March 29, 2008

My English Breakfasts (3): Hot Cross Buns


Hot cross buns,
Hot cross buns,
one ha' penny,
two ha' penny,
hot cross buns.
If you have no daughters,
give them to your sons,
one ha' penny,
two ha' penny,
Hot Cross Buns

E' una filastrocca, i panettieri ambulanti una volta li vendevano per le strade a 1 penny.
Gli hot cross buns sono dei pani dolci speziati una volta diffusi solo durante il periodo pasquale, pero' oggi si trovano tutto l'anno.
Su Wikipedia : La scrittice Elizabeth David, sostiene che gli hot cross buns per i monarchici protestanti rappresentavano un pericolo per la diffusione del cattolicesimo poiche' pensavano che questi panetti provenivano dall'impasto usato per fare l'ostia sacra e quindi una maniera di prendere la comunione in segreto. L'Inghilterra Protestante cerco' di proibirne la vendita pero', perche' erano troppo diffusi Elizabeth I li legalizzo' solo per Pasqua e Natale.

Noi li abbiamo mangiati per colazione con della buonissima clotted cream. La clotted cream e' una crema meravigliosa, gialla, proveniente dal latte non pastorizzato delle mucche del West Country: Devon e Cornwall (Cornovaglia) quella del Cornwall ha una denominazione di origine protetta (PDO). La clotted cream si usa nel cream tea, si serve sugli scones insieme con della marmellata di fragole. Davvero una gioia per il palato! Ogni volta che torno in Devon devo assolutamente mangiarne, quindi o andiamo in sala da te dove servono il cream tea oppure la compriamo e c'e' la mangiamo spalmata su dei buoni buns. Ce ne sono talmente tanti che ogni volta per me e' una esperienza nuova.
Fino a qualche anno fa si poteva trovare solo nel West Country, a Londra si vendeva solo ad Harrods durante i campionati di tennis di Wimbledon.





L'anno scorso quando siamo stati in Cornwall, appena arrivati in un paesino di 4 case e una splendida chiesetta siamo stati convolti in un bellissimo tea cittadino all'aperto, con tanto di clotted cream, scones, dolcetti vari e per chi ne volesse c'erano anche dei mini sandwich, il tutto ovviamente mandato giu' da del te con latte...che a me non piace sinceramente, o da del caffe' nero...di quelli allungati . Tutto per 1 sterlina e mezza!!


Ingredienti: 14 gr di lievito secco o 30 gr di lievito fresco
500 gr di farina (meglio se per fare il pane)
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di mixed spices (cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata...)
1 cucchiaino di cannella in polvere
40 gr di burro
200 gr di uva sultanina

Per le croci
30 gr di farina e la punta di un cucchiaino di zucchero


Mescolare il lievito con due cucchiaini di farina 1 cucchiaino di zucchero e 125 di acqua tiepida. Lasciare lievitare per 10 minuti. In superficie dovrebbero apparire delle bollicine. Meglio se lasciate il recipiente in un posto caldo in modo da aiutare la lievitazione. Se non lievita, buttare via e ricominciate da capo.
In una ciotola mettere la farina rimanente, le spezie, zucchero e aggiungere il burro lavorando con la punta delle dita. Aggiungere le uvette.
Fare un buco al centro dell'impasto ed aggiungere il composto di lievito, 185 ml di acqua e lavorare con le mani per formare un bel panetto liscio e compatto. Aggiungere altra farina se necessaria, ovviamente.
Far lievitare per 30-40 minuti al caldo lontano da correnti d'aria.
Riscaldare il forno a 200º. Prendere il panetto, sgonfiarlo un pochino e formare 12 panetti che metterete su di una leccarda imburrata uno vicino all'altro in maniera che durante la cottura si attacchino gli uni agli altri. Disponeteli per esempio 4 panetti di lunghezza e tre di larghezza. Far lievitare ancora per 20 minuti.
Per fare le croci: mescolare la farina, lo zucchero 2 cucchiaini d'acqua. Con il composto riempire una tasca e formare delle croci sui panetti. In forno per 20 minuti o fino a quando risulteranno belli dorati.









English please - Hot Cross Buns












Hot cross buns,

Hot cross buns,

one ha' penny,

two ha' penny,

hot cross buns.

If you have no daughters,

give them to your sons,

one ha' penny,

two ha' penny,

Hot Cross Buns

These are the words from a children's song based on the hawking of bakers selling their products.
Hot cross buns are sweet spiced buns, once sold only at Christmas and Easter time but nowadays available all year around.

Wikipedia: According to cookery writer Elizabeth David, Protestant English monarchs saw the buns as a dangerous hold-over of Catholic belief in England, being baked from the dough used in making the communion wafer. Protestant England attempted to ban the sale of the buns by bakers but they were too popular, and instead Elizabeth I passed a law permitting bakeries to sell them, but only at Easter and Christmas. David provides no source for this assertion.
We had them with clotted cream. To die for!! Clotted cream is a thick yellow cream from unpasteurized cow's milk from the West Country principally Cornwall and Devon. Corwall has obtained the PDO - protected designation of origin.
It is served in cream teas over scones and finished with strawberry jam.
Few years ago it was available just in the West Country and it was sold in London at Harrods only during the Wimblendon Championship!

Last year while back to Cornwall in a tiny fishing village with a magnificient little church, we were involved by the locals in an incredible charity tea where with only 1.50 pound we had scones with clotted cream and jam, various pieces of cakes, mini sandwiches, coffe or tea. Beautiful!!


Ingredients:


14g dried yeast or 30g fresh yeast
500g white bread flour
2 tablespoons caster sugar
1 tespoon mixed spices
1 teaspoon ground cinnamon
40g butter
200g sultana


Paste for crosses
30g plain flour
1/4 teaspoon sugar


Method

In a bowl combine 2 teaspoons of flour, 1 teaspoon of sugar and 125 ml warm water. Stir and leave in a warm draught-free place for 10 minutes. The mixture should be frothy and light if not try again because your yeast id dead.
In another bowl sift the remaining flour, spices, add sugar and butter. Work with your fingertips and add the sultanas. Make a well in the centre and add the yeast mixture and 185 ml of warm water to make a soft dough. Dust with flour a surface and turn the dough over it. Knead for 5 minutes until smooth, adding more flour if needed. Place the dough in a floured bowl, cover with plastic wrap or with a dump tea towel. Leave the bowl in a warm place free of draughts for 30-40 minutes until doubled in size.
Preheat the oven at 200 ºC. Turn the dough on a floured surface, knead to deflate. Shape in 12 balls. Places them on a greased baking tray touching each other. Leave for other 20 minute until doubled in size, keeping the in a warm place.
To make the crosses: mix flour sugar and 2 tablespoons of water into a paste. Fill a piping bag and pipe crosses over the buns.
Bake for 20 minutes or until golden brown.









Immagine dal Devon & Cornwall- Images from Devonshire & Cornwall










Thursday, March 27, 2008

My English breakfasts (2): Crumpets






Lasciatemi dire quanto adoro i crumpets! Sono una sorta di pancakes pero', a mio parere, molto piu saporiti e si possono servire sia dolci che salati, dipende dal topping scelto. Questi si' sono il mio English breakfast in assoluto.


Il crumpets e' un'invezione tutta britannica! Si mangia anche a colazione e si serve con del burro. Oppure si coprono con del formaggio, preferibilemte cheddar, e si fa fondere sotto il grill caldo. Molto buono anche con il lemon curd o con la marmellata. Si caratterizza per i buchini in superficie che fanno si' che il topping penetri all'interno, rendendoli veramente deliziosi.


Sono molto semplici da fare. Per dargli la forma rotondeggiante basta munirsi di un tagliapasta o di una padellina piccolina. Senza questi due accorgimenti verrebbero piatti pero' senza cambiarne il sapore.


Ingredienti:



3 cup e mezzo di farina
2 cucchiai di burro sciolto
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini e mezzo di lievito di birra secco
1 cup di acqua tiepida
1 cup di latte tiepido
mezzo cucchiaino di bicarbonato di soda sciolto in un poco d'acqua


Mescolare il lievito nell'acqua tiepida.Lasciare a riposo per 5-10 minuti. Aggiungere il latte tiepido, il burro sciolto, sale e zucchero. Aggiungere la farina e mescolare fino a raggiungere un composto momogeneo. Far riposar per 30 minuti dopodiche' aggiungere il bicarbonato sciolto in un poco d'acqua e lasciar lievitare per altri 20-30 minuti. Riscaldare una padella grande se utilizzate dei cortapasta rotondi del diametro di 5 cm altrimenti si puo' utilizzare una padellina piccola. Versare il composto nei cortapasti o nella padellina e cuocere a fuoco basso per 10 minuti fino a quando appaiono i caratteristici buchini che devono essere profondi e raggiungere la base del crumpet. Rigirarli dall'altro lato e farli cuocere per un paio di minuti. Si servono tostati con del burro. Buonissimi con del formaggio fatto sciogliere sotto il grill.






English please: Crumpets









Please let me express all my love for this great British invention. I love crumpets, the texuture is fantastic and the taste even better. They are delicious just with butter and even more topped with cheese melted under the grill for a few minutes. Crumpets are my ideal breakfast every time I go back to England!



Ingredients:

3 - 1/2 cup all-purpose flour
2 Tablespoon butter, melted
2 teaspoon salt
2 teaspoon sugar
2 - 1/2 teaspoons dry yeast
1 cup warm water
1 cup warm milk
1/2 teaspoons baking soda dissolved in 1/4 cup warm water




In a bowl stir together yeast and water. Let stand for 5-10 minutes. Add warm milk, butter, salt and sugar. Add the flour and stir until the batter become smooth. Let stand for 30 minutes. Stir in soda dissolved in water, leave to rise 20 to 30 minutes. Grease griddle and heat over medium-low heat. Drop batter into crumpets rings. Reduce heat to low, cover griddle and cook crumpets until tops look dry, about 10 minutes. Flip them over and cook for a couple of minutes. Serve toasted with butter or with cheese melted under the grill.

Wednesday, March 26, 2008

English Breakfast - My English breakfasts!




Di ritorno dall'Inghilterra con ricette nuove, ricette ritrovate, riprovate e approvate. Tanti acquisti mangerecci e non solo, cosine inglesi per la cucina come il mug's tree :) Sapete che cosa e' un mug's tree? E' quell'alberello presente in tutte le cucine inglesi dove si appendono le mugs -le tazze alte con il manico.
In questi giorni mi sono sbizzarrita con il breakfast time- la colazione - e quando si parla di English breakfast si pensa sempre alle salsicce con fagioli, bacon fritto (pancetta fritta), pomodori e funghi alla griglia, uova fritte o strapazzate. Buono, se fatto bene, pesante, chissa' troppo, per chi non e' abituato a certe quantita' appena mattina pero' certo molto valido se mangiato in vacanza quando si spende molto tempo girando e visitando.
Questa volta pero' al nostro ritorno a Blighty = Gran Bretagna (viene dall'hindu' e significa il popolo, usato dai britannici durante la colonizzazione in India - The Raj) abbiamo voluto viziarci con quelle dolcezze di cui purtroppo ci priviamo per gran parte dell'anno.
Iniziando con i Scotch Pancakes-con del buonissimo sciroppo d'acero - questi qui della foto vengono dal Sainsbury's , uno dei supermercati a cui sono legati i miei ricordi di studentessa a Londra.
Gli Scotch Pancakes sono di origine scozzese e vengono chiamati anche dropped scones, perche' le cucchiaiate di composto vengono fatte cadere-drop, in inglese, su una piastra per la cottura. Scotch perche' sembra che scozzesi siano gli artefici dei vari tipi di scones e i pancakes sono solo una delle tante versioni.

Gli esperti vogliono che i pancakes vengano spalmati leggermente con del burro e poi inondati da del buonissimo sciroppo d'acero.
Una delle ricette comprovate e approvate piu' volte e' la seguente:




Ingredienti:

120 gr di farina autolievitante
1 pizzico di sale
30 gr di zucchero
1 uovo
145 ml di latte

In una ciotola mescolare la farina con il sale e lo zucchero. A parte sbattere l'uovo con il latte ed aggiungerlo agli ingredienti secchi. Sbattere con una frusta fino ad ottenere una crema leggera e spumosa. Ungere con dell'olio (il burro no perche' inizierebbe a bruciare dopo un po') una padella o una piastra liscia e versarvi una cucchiaiata del composto. Lisciare con il dorso del cucchiaio per formare un disco. Cuocere un minuto circa e quando cominciano ad apparire dei buchini capovolgere la tortina dall'altro lato e cuocere per alcuni secondi. Spalmare il pancake ancora caldo con burro e marmellata o meglio con burro e sciroppo d'acero.

Durante la cottura degli altri pancakes per mantenerli ben caldi basta metterli in un canovaccio pulito e impilarli uno sull'altro.



English please - Scotch Pancakes




Ingredients:



120g self-raising flour, sifted

1 pinch salt

30g sugar

1 egg

1/4 pint - 145 ml milk



In a bowl combine the sifted flour, salt and sugar. Separately, wisk together the egg and milk. Pour the liquid into the bowl with dry ingredients and mix until smooth.

Grease a griddle with a bit of oil and preheat it, pour a tablespoon of batter onto it. When on the surface you see bubbles you can flip the pancake over. Wrap your pancakes in a clean tea towel to keep them warm and moist. Spread with butter and jam or better with butter and maple syrup.